I TAMBURI DEL CANAVESE - Rassegna stampa
A Caluso con il maestro Gandino
I Tamburi del Canavese
E'stata una vera sorpresa il concerto dei "Tamburi del Canavese", gruppo di giovanissimi musicisti che stanno
affacciandosi al panorama percussionistico nazionale.
Questi ragazzi si destreggiano
ottimamente su decine di strumenti, fra le insidie del ritmo e la precisione dell' esecuzione,
nell'affrontare le difficoltá tecniche
e di lettura della partitura.
Direttore artistico e
musicale dei "Tamburi del Canavese" è il Maestro Giorgio Gandino, vulcanico musicista
con un percorso artistico prestigioso,
al quale chiediamo di parlarci di sé e di come è nato il progetto per la formazione
di questo suo gruppo di percussionisti
teen-ager.
Gandino, torinese, ci
racconta che ha iniziato la sua carriera alla fine degli anni Cinquanta come batterista cantante, dedicandosi in seguito all'apprendimento
delle percussioni sinfoniche. Nel 1968 vince il Concorso Nazionale indetto dal Teatro Regio di Torino per un posto di percussionista
all'interno della propria Orchestra, e vi rimane fino al 1990. realizzando il proprio completamento artistico ed acquisendo vastissima
esperienza. Fonda la prima scuola di Batteria della Città di Torino e dal 1977 al
1990 è insegnante di Batteria Jazz ai Corsi di Formazione Musicale del Comune di Torino. E' unanimemente riconosciuto a
livello nazionale per la didattica dello strumento.
Nel 1992 si trasferisce
nel Canavese continuando a mantenere la scuola di Torino, che a suo tempo aveva battezzato Percstudio. Intraprende quindi, pure
a Caluso, l'attività di insegnante di batteria e scopre ben presto, tra i nuovi allievi, dei ragazzini particolarmente interessati
anche allo studio delle percussioni; inizia a formare il gruppo e a comporre brani.
"I Tamburi del Canavese" danno
il via ai primi concerti e nel giugno 2005 e maggio 2006 ottengono, per due volte consecutive, il ° Premio assoluto, il
Premio Speciale della Giuria e una borsa di studio al "Concorso per Giovani Interpreti della Regione Piemonte" che si svolge
a Torino. Il programma musicale che presentano nei loro spettacoli spazia dai ritmi cubani a quelli brasiliani e messicani, con
visitazioni nel panorama del jazz, del classico e della cultura africana. Il brano con cui chiudono i concerti si intitola "Burundi" e
l'esecuzione genera un forte impatto per il ritmo ossessivo, la gestualità degli esecutori e la bellezza dei costumi.
Gandino ci spiega inoltre
che è molto entusiasta di questa sua ultima "creatura", per l'affiatamento, l'entusiasmo, la familiarità che si è venuta
a creare fra i vari componenti anche per merito dei genitori, i quali devono barcamenarsi nell'accompagnare i figli alle prove
settimanali, ai concerti, e nel carico e scarico delle "merci".
Patrizia Fiorino
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