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RASSEGNA STAMPA

Da "La Repubblica" - Venerdì 1 giugno 1990


Lunedì al Big un esercito di gruppi e solisti delle percussioni

Il suono magico di cento tamburi

Un altro insolito avvenimento musicale prima che (alla fine del mese) "scoppi"il jazz estivo a Torino: gli ex allievi ormai
noti, assieme agli allievi ancora "emergenti" del PercStudio diretto da Giorgio Gandino, batterista‑percussionista del
Teatro Regio e docente di batteria alla Scuola Civica di Torino, si incontrano lunedì sera sul palcoscenico del Big Club di corso Brescia per una Perc-Formance che vedrà in scena oltre cento musicisti, tutti solisti di strumenti a percussione.
Un'unica eccezione (ma lo è davvero?) è stata fatta per la marimba, uno strumento peraltro usato dallo stesso Max Roach nel suo M'Boom Re Percussion: e se si tien conto che Max è il modello inarrivabile per un percussionista, si deve riconoscere che anche questo strumento d'origine africana ha pieno diritto di cittadinanza in un universo che della percussione ha saputo far musica, assai sovente di altissimo livello.
Particolare curioso, Gandino ha previsto che entrino in scena i musicisti rispettando un rigido ordine alfabetico: aprirà la serata, così, Alberto Bucci e la chiuderà Enzo Zirilli.Ma è uno solo degli aspetti del caleidoscopico programma che vedrà una variegata gamma di situazioni (duetti, trii, quartetti e così via) realizzati dagli allievi del Perc-Studio. Seguiranno un quartetto di batterie, poi un assolo di marimba (rieccola) che precederà un ensemble di percussioni indiane.
Poi arriverà Bruno Genero che capeggerà un quartetto di percussionisti che si ispirano all'Africa (quella che non è transitata attraverso il continente americano, per intenderci) riproponendo così gli inconfondibili suoni ritmici del continente nero.
Chiuderà la prima parte del programma, infine, l'ensemble dei percussionisti del Regio che si esibirà nella Toccata di Chavez, a completare un panorama che è dedicato a tutte le forme musicali, dal jazz alla fusion, dal funk al rhythm and blues, dal rock al latin jazz al pop.
Una serie di gruppi musicali aprirà la seconda parte che vedrà in scena, nelle più diverse "situazioni", ben quindici batteristi e percussionisti. Alcuni sono ex allievi ormai celebri, altri allievi che "saranno famosi". Fra i primi è d'obbligo citare, almeno, Fiorenzo Sordini (il batterista dell'Art Studio, ma non solo), Gian Paolo Petrini, Elio Rivagli, figure ormai ben note al pubblico musicale e jazzistico non solo torinese ed italiano. Poi (l'omaggio non poteva mancare) un altro gruppo realizzerà le musiche dei M'Boom Re Percussion roachiano.
Alfredo Ponissi sarà uno degli "ospiti" con il suo Trane's Memory con Petrini, Luigi Tessarollo e Massimo Camarca (sì, il gruppo che ha ottenuto tanto successo alla recente manifestazione al Palaregio dedicata ai 50 anni di jazz a Torino) e saranno della partita, con Sordini, anche Claudio Lodati ed Enrico Fazio, freschi reduci dall'incisione del loro primo CD con il gruppo D'Accorda.
Poi vedremo in azione il Con-Fusion Quintet, quindi spazio al rock con Party Kids, KGB, i gruppi femminili Funky Lips e Age Non Sense e, in chiusura, Marco Volpe. Non esistono precedenti per un programma come quello che pur molto sinteticamente abbiamo esposto, nè in Italia nè altrove. Ma vedere oltre cento musicisti avvicendarsi sul palco del Big è un avvenimento non soltanto insolito, ma anche denso di interesse perchè propone un ventaglio ricchissimo di solisti e di gruppi che hanno fatto della percussione il motivo del loro essere musicale. Un riconoscimento, perciò, della ormai lunga presenza di Giorgio Gandino nella nostra città e dei (copiosi) frutti offerti dalla sua lunga attività di maestro a tanti batteristi e percussionisti oggi celebri.

Gian Carlo Roncaglia