Giorgio non è stato il mio insegnante. Strano dunque che scriva di lui… Affettuosamente lo considero il mio ‘nonno’ musicale in quanto il mio insegnante era suo allievo. Mi ha fatto conoscere l’amore per Max Roach (ricordo, come sensazione indelebile nella mia memoria, la pelle d’oca durante il concerto di Roach a Milano il 13 febbraio 1988 il quale segnò la mia vita artistica).
Lo conosco da vent’anni e di lui ho ricordi legati non tanto all’aspetto strumentale (peraltro indiscutibile..) quanto alla sua grande umanità. A poche persone ho visto amare la musica come Giorgio. La reputo una persona con una grande carica umana. E’ un grande musicista e un grande didatta. Per me Giorgio è una parola: passione. |
Caro Giorgio, il piacere per me è enorme.
Sai, ormai da molti anni anche io all'attività di "Voce" ho affiancato quella di docente, di coach per chi vuole imparare
e comunicare. E devo dire che molto mi è rimasto di ciò che hai saputo insegnarmi. Non è solo ciò che
mi hai insegnato, ma è "come" me l'hai insegnato. Ciò che ti rende grande è il metodo, la
tua passione, il tuo ottimismo, la tua forza d'animo.
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Ho studiato con il M° Giorgio Gandino, Percussionista dell'orchestra del Teatro Regio di Torino.
Lui mi ha letteralmente spaccato e rimesso a fare un-due con le mani quando già pensavo (a torto) di essere bravo, ma in realtà facevo solo casino.
Non finirò mai di ringraziare il mio amico Giorgio, un grande della batteria classica.
Tutto è partito da lì. Mi sono diplomato con lui alla Scuola Civica Musicale di Torino.
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